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April 22

Centri Media e Concessionarie Adv

Da qualche mese collaboro con Niumidia Adv - la concessionaria di Virgilio - e mi confronto quotidianamente con il "rapporto centri media/concessionarie".

Festival Of Media /7. Centri Media: i conti non tornano


Remunerazione e rapporti con i clienti, relazioni con editori e concessionarie, social media, integrazione: questi i temi affrontati ieri a Valencia da Mainardo De Nardis (OMD), Nick Brien (Mediabrands), Jack Klues (Vivaki/Publicis Media Groupe) e Dominic Proctor (Mindshare).

Valencia. Dal nostro inviato, Tommaso Ridolfi). Come nelle precedenti edizioni, uno dei momenti più attesi del Festival del Media è quello del confronto fra i manager delle principali agenzie media. Al panel di quest'anno hanno partecipato Mainardo De Nardis (ceo OMD Global), Dominic Proctor (ceo Mindshare Worldwide), Nick Brien (president e ceo Mediabrands) e Jack Klues (managing partner Vivaki e chairman Publicis Media Groupe ).

A sollecitarli le domande di Jonah Bloom (foto a destra), direttore di Advertising Age, che ha strappato il primo e unico applauso della giornata interpretando la parte del concessionario di un mezzo contattato da un centro media, per una trattativa complicata dalla struttura stessa della centrale: si parte con la richiesta di acquistare spazi su più piattaforme ma si arriva a chiedere una campagna integrata, chi compra la tv non ha idea di chi sia responsabile del reparto digital e delle sue esigenze...

"Ciò è spesso dovuto a mancanza di comunicazione – ha replicato Nick Brien (a destra, nella foto in basso)– e sia noi che i mezzi dovremmo cercare di venirci incontro da questo punto di vista. Per riuscirci, da parte nostra, l'unica soluzione è trovare i migliori talenti, i migliori processi e le migliori tecnologie che ci supportino nella relazione con loro".

Jack Klues (a sinistra nella foto accanto) ha ammesso che nella sua organizzazione capita spesso che due differenti gruppi di lavoro si occupino dello stesso problema: "La recessione, da questo punto di vista – ha commentato – ci ha dato un'ulteriore spinta per cercare di ridurre i costi, gli sprechi e le inefficienze, concentrandoci sulle cose effettivamente importanti per i nostri clienti, per i media e per noi stessi".

Partnership, partnership e collaborazione...

Ancora una volta, tema ricorrente del Festival, è emersa la domanda – ai mezzi e alle loro concessionarie – di partnership e collaborazione: "La nascita dei centri media – ha ricordato Mainardo De Nardis – ha consentito loro un enorme risparmio di tempo e di denaro che prima era necessario per contattare direttamente tutte le aziende clienti. Il nostro desiderio è che in cambio di questo risparmio ci offrano maggior collaborazione e un approccio sempre più strategico".
Le regole del gioco sono cambiate e cambieranno ancora – hanno aggiunto Brien e Dominic Proctor (sulla sinistra, nella foto a fianco, insieme a De Nardis) – perché il nostro e il loro lavoro non è più quello di acquistare e vendere spazi, ma relazioni: per questo dovrebbero aprirci le porte a tutte le loro piattaforme".

"Anche noi – ha ammesso quindi De Nardis - dovremmo cercare di brieffarli meglio di quanto in realtà non facciamo".

Valore, margini e remunerazione

Quali sono stati e quali saranno gli effetti della recessione in tema di nuovi modelli di remunerazione? "Abbiamo un'opportunità – ha risposto Brien alla domanda di Bloom –, ed è quella di sezionare il nostro stesso lavoro e attribuire a ciascuna parte di esso la misura del suo contributo al successo di una campagna: a quel punto la cosa più sensata sarà farci remunerare sulla base di quel successo".

Ma che cosa va misurato esattamente: il ricordo di una pagina, di un banner e di uno spot o le vendite?
"Abbiamo di fronte due strade – ha detto Klues –:adeguarci, ma il processo sarà estremamente lungo, o cambiare radicalmente le metriche. Una risposta definitiva ancora non l'abbiamo".

Il vero problema, è intervenuto De Nardis, è che "Non c'è una regola e che la situazione cambia da cliente a cliente: di sicuro la remunerazione che riceviamo rispetto al valore che generiamo è assolutamente inadeguata".

Avete pensato, ha chiesto Bloom, a mettervi insieme con le altre grandi centrali media globali per cercare di risolvere il problema e costruire questo fantomatico nuovo modello?
"La risposta sincera è no, non lo abbiamo fatto, ma dovremmo pensarci seriamente - hanno replicato Brien e De Nardis -. Anche se forse occuparsi di questo fa parte del ruolo delle associazioni del settore".

L'imbuto delle promozioni e il tunnel delle gare

Uno degli effetti della recessione è stato quello di spingere sempre più i clienti nell'imbuto delle promozioni e del trade marketing. Ma come ha spiegato Brien, "È assolutamente legittimo e forse anche salutare per loro: l'equity delle loro marche è solida dopo anni di investimenti, e possono permettersi di tirare i remi in barca per un anno concentrandosi sulla vicinanza al consumatore direttamente sul punto vendita. In realtà, per loro si tratta solo di cambiare il mix, non di tagliare i budget".

Altro problema indotto dalla recessione è quello delle gare, che come ha affermato Proctor "Sono spesso puramente finanziarie anche se 'mascherate' da brief con richieste di contorno in realtà assolutamente inutili. Vorrei dire ai clienti che sappiamo di essere in recessione e ci sta tranquillamente una gara destinata a premiare il foglio Excel con l'importo più basso possibile nella casella in basso a destra... Non chiedeteci eventi, digital, o altre cose che a noi costano tempo e soldi inutilmente!".

Il dilemma dei social media

L'ultimo argomento messo sul tavolo da Bloom è stato quello dei social network e dei media, o 'non media', ad essi collegati. Come e quanto potranno servire ai brand soprattutto in questo momento di crisi?

"Il primo passo che dovrà essere fatto – secondo De Nardis - è risolvere lo sbilanciamento fra il numero di persone che li adoperano e le revenue che riescono a generare, ovvero gli investimenti che sono capaci di attrarre. Il guaio, oggi, è che non possiamo permetterci di utilizzarli, ma non possiamo neanche permetterci di ignorarli. Anche in questo caso, infatti, c'è un problema di remunerazione, che ci costringe a reinventare la ruota per ogni cliente e che riguarda i social media ma anche tutte le altre cose che facciamo, dallo sport marketing al branded content e così via ".

"Il cambiamento innescato dai social media – ha detto Brien – è nella loro forza straordinaria di creare advocacy piuttosto che awareness. La pressione, secondo me, in questo momento è tutta sui clienti: che possono sì, come ho detto, rallentare sul branding, ma non possono permettersi di tagliare gli investimenti tout court".

http://www.advexpress.it/interna.asp?sez=34&info=116431

21/4/2009

April 07

Scosso all'ottavo piano - Rome

INformazioni, video, commenti, tg, radio e tv, internet in tempo reale, trasmissioni dedicate all'immane sfregio che qualcuno perpetua ai danni dell'umanita'...è il teremoto del 6 aprile 2009. Le scosse che hanno colpito l'Aquila e tutta la sua provincia hanno colpito tutta l'italia...forse non solo. L'italia...una nazione che ha fatto della solidarieta' uno stile...noi non avremmo mai potuto vincere guerre...siamo un popolo che ama..siamo un popolo di filosofi, pensatori, cuochi, amanti....siamo Italiani!? non siamo certo guerrieri. Siamo forti, siamo uniti, siamodelle teste di cazzo, riusciamo ad ottenere quello che vogliamo...ma non riusciremo mai ad imporci per ottenere altro che non sia la VITA.
E allora ci si chiede...perche'? forse ci chiediamo perche viviamo su una penisola che soffre gli scossoni sotterranei tra asia e africa...perche'?

Da lunedi' notte....chi piu' 0 chi meno...si sente partecipe, forse addirittura testimone di tutto cio' che e' successo. Ognuno di noi, seppur lontano dalle terre epicentro di quanto e' successo...puo' trovarsi a racccontare la propria esperienza. Ecco, forse e' il bisogno di raccontare che mi spinge a scrivere...

Io di notte, io e il mio letto alle 3.32. Io e la mia camera in un palazzone di Roma Nord. Sogno o è Realta'? Continuo a sognare o provo ad alzarmi e a rendermi conto....tutto si muove..sotto di me...sopra tra scricci e scrickkki...le pareti tremano...Il mio primo pensiero? "Cazzo sono all'ottavo piano!" Il tempo sembra infinito...13, 14, 15, 18 secondi? chi puo' dirlo! Provo a fermarmi sotto una porta...ma tanto sopra di me non c'è molto che puo' cascare...e allora il pensiero vola via...

Dove sara' il centro delle scosse?..non riesco ad immaginare! l'onda arrivera' sino a casa? Tocchera' anche alle persone che amo questo strazio? E' stato questo pensiero che mi ha tediato per un bel po'...dopo poco non ce l'ho fatta...ho sentito la necessita' di mettermi in contatto con Te. Chiamo: Salerno. Sino li' niente..meno male!!!

Solidarieta' infinita'.


March 16

Diesel, Explorers of the Past and Future, kid

  Babelgum.com
February 27

Discussione su YouTube - monkey vs. dog

 

Citazione

Discussione su YouTube - monkey vs. dog
  

February 12

MARKETTE MOBILE - QUASI PER TUTTI ;-)

Come si possono utilizzare SMS, MMS, e altre tecnologie di mobile marketing per supportare le vendite in questo momento di crisi?
Anche i dati di vendita dei saldi partiti i primi di gennaio sono contrastanti: mentre sono confermati i dati più che positivi di città come Milano e del Nord Italia, si parla di vero e proprio flop a Roma e Napoli. Come può sopravvivere un negoziante quando la disponibilità di spendere da parte dei consumatori ha raggiunto un livello storicamente basso? Risposte facili a questa periodo “nero” non ce ne sono; sicuramente è il momento per i commercianti e le pmi di avvicinarsi al mobile marketing per sopravvivere e crescere (eventualmente) anche nelle attuali condizioni economiche.
 
Alcune  ragioni per cui il mobile marketing è una strategia vincente:
  • E' semplice - Sono finiti i giorni in cui solo le aziende più grandi potevano implementare e gestire efficaci strategie di marketing digitale. Strumenti a basso costo ed elevate prestazioni come la nostra piattaforma myeMessage consentono di lanciare campagne altamente efficaci in modo rapido e semplice.
  • E 'conveniente - A differenza di altri canali di marketing più tradizionali; SMS ed email devono essere presenti nel budget 2009, anche per la più piccola delle attività commerciali.
  • E' tracciabile - E’ il momento di massimizzare il ROI delle campagne marketing e la tracciabilità delle comunicazioni è un elemento fondamentale nel marketing digitale. Se volete solo vedere quante persone rispondono ad una specifica offerta, o avete bisogno di un più sofisticato di monitoraggio delle conversioni, in tempo reale è possibile controllare l'efficacia delle vostre azioni di mobile marketing.
  • E' adattabile - una campagna di marketing tradizionale che risulti inefficace può essere un duro colpo sia in termini di perdita di entrate che d’immagine. Cambiare una campagna “in corso” con i media tradizionali può essere un dispendio sia in termini economici sia di tempo. Nel mondo del mobile, tuttavia, tali correzioni possono essere fatte con il minimo sforzo e la minima spesa.
  • E' personalizzabile -La maggior parte delle forme di comunicazione tradizionali (flyers, cartelloni,..)  sono orientate verso il mercato di massa, il che significa che lo stesso messaggio “standard” è inviato ad una vasta porzione di potenziali consumatori. Il marketing digitale consente di adottare un approccio inverso, dando la possibilità di personalizzare l'offerta e proporla ad un pubblico di nicchia più piccolo (e forse più efficace).
  • E' inevitabile -  Il fatto è che alla fine non avrete altre possibilità di scelta che utilizzare questi nuovi canali di marketing. I vostri concorrenti lo utilizzeranno, o magari lo stanno già utilizzando.

ADV ONLINE NON CRESCE---PER ORA!

Alcune stime permettono di delineare per l'advertising online un 2009 a crescita zero, con dati sostanzialmente stazionari rispetto al 2008. Perde decisamente terreno, per contro, il comparto dei quotidiani, destinato ad un salasso del -11.7%

C'è chi non esita a definire il 2009 come l'"anno horribilis" dell'advertising online. Come ogni definizione, anche quest'ultima estremizza un concetto che nasce in relazione all'eccessivo ottimismo del passato. Rimane però l'insorgere incalzante di previsioni nuove che vedono per l'anno in corso una linea piatta lungo la quale il mondo della pubblicità online non crescerà, non decrescerà, ma rimarrà al palo in attesa di un'esplosione promessa ormai da tempo e rinviata per l'ennesima volta.

I primi dati sono quelli forniti da Maurice Levey, CEO Publicis Groupe, il quale in occasione della trimestrale del proprio gruppo ha ipotizzato per il 2009 una diminuzione degli introiti per il settore pari a circa l'1.8%. Non ci sarà ripresa, insomma, teoricamente almeno fino al 2010.

Non troppo distanti sono le stime UBS Equities: in questo caso rimane il segno positivo, ma la crescita dell'1.4% ipotizzata non è certo una buona notizia al cospetto di stime precedenti che auspicavano un balzo del 10.4% per l'intero settore. Per il 2010, invee, l'ottimismo potrebbe tornare a soffiare sul comparto: le prime indicazioni ipotizzano un ritorno in doppia cifra, con una crescita dell'11.2% che lima appena al ribasso le precedenti stime del 13.8%. Trattasi però in questo caso di indicazioni che lasciano il tempo che trovano: difficile delineare oggi il mercato che verrà tra 12 mesi quando ancora sembra impossibile intuire con esattezza la direzione che imprimerà questo 2009.

In generale la raccolta pubblicitaria per i quotidiani nel 2009 è destinata a cadere di oltre l'11% contro stime precedenti fissate a -6.7%. Nel 2010 il salasso è destinato ad aumentare ulteriormente. I periodici vedranno un rallentamento più limitato, ma anche in questo settore le stime UBS non dicono nulla di positivo. Se per il mondo online la sfida della pubblicità sembra una battaglia che ancora deve esplodere, per il mondo cartaceo trattasi invece oramai di una battaglia persa. Per l'editoria tradizionale si apre un periodo di grave riflessione, con un intero e secolare comparto costretto a ripensare sé stesso in relazione al mutamento delle condizioni del mercato. La rivoluzione farà qualche vittima, ma la fusione con le realtà online è destinata a partorire le nuove soluzioni che faranno l'informazione del futuro.

Giacomo Dotta

February 09

facebook

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Facebook ha aggiornamento la sua piattaforma (venerdì 6). Una delle novità più importanti è l’introduzione dello status pubblico.

Cosa significa? Significa che non sarà più necessario iscriversi per leggere lo status di un utente, poichè gli aggiornamenti saranno visibili a tutti su Internet.
Siete spaventati? Lo sono un pò anch’io… Questa decisione è in palese contrasto con le norme sulla privacy introdotte qualche mese fa da Facebook.

Questa funzionalità sarà rilasciata per la comunità di sviluppatori sotto forma di API come annunciato sul forum pubblico di sviluppo. Il rilascio di questo upgrade della piattaforma consentirà la nascita di una serie di applicazioni (con caratteristiche molto simili a Twitter…..).

Facebook in passato aveva manifestato interesse per l’acquisto della piattaforma di microblogging, ma con questa operazione non sarà necessario…

Riuscirà Twitter a sopravvivere a questo attacco?

 
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